Se credevate che il capitolo del latte alla melammina fosse ormai chiuso, archiviato, solo da riporre (faticosamente) nel dimenticatoio, la realtà è ben altra.
In Cina il latte alla melammina è ben lungi dall’essere scomparso dopo lo scandalo del 2008. Ricordiamo che allora la scoperta del latte contenente quel composto chimico usato nella produzione industriale delle resine e dei fertilizzanti, destò molto sconcerto e l’indignazione della comunità mondiale, con conseguente ritiro dei tutto il latte in polvere contaminato dalla pericolosa sostanza.
E invece cosa si scopre oggi? Che il latte alla melammina è vivo e vegeto, perchè il medesimo latte in polvere dello scandalo è stato venduto ancora per tutto l’anno successivo, quindi per tutto il 2009. Il che significa che i caseifici e le aziende alimentari che lo hanno acquistato lo hanno poi utilizzato e commercializzato. Con buona pace dei 6 bambini morti nel 2008 per l’ingestione della melammina.
La scoperta è stata fatta dalle autorità impegnate nei controlli per la sicurezza alimentare e tre persone sono state arrestate: si tratta di due manager di una azienda casearia e un commerciante di latte in polvere, entrambi accusati non solo della vendita, ma anche della vera e propria fabbricazione di un alimento non conforme agli standard d’igiene.
Nel corso dei controlli effettuati dalla pubblica sicurezza di Pechino, sono state rinvenute diverse partite di latte alla melammina prodotte nel caseificio incriminato e buona parte è stata direttamente distrutta. Ma la soddisfazione è parziale, perchè si stima che il quantitativo già venduto in giro per la Cina si aggiri intorno alle 28 tonnellate.
Un danno enorme per l’intera popolazione e in particolar modo per i bambini, principali destinatari e vittime del latte contaminato.



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