Neanche per le patate c’è pace. Dopo la recente legittimazione del mais Ogm arriva la patata Ogm e non c’è niente da fare.
Il dado è tratto e la patata è biotech. Con buona pace della moratoria che resisteva strenuamente dal 1998, grazie al comissario europeo all’Ambiente John Dalli. Le piantagioni per uso industriale saranno consentite e aprirà le danze l’industria tedesca Basf, che ha già pronta in cantiere con tanto di brevetto la patata biotech Amflora.
Il via libera riguarda soltanto le piantagioni ad uso industriale, ma comunque ogni paese appartenente all’Unione Europea potrà scegliere liberamente, senza alcun vincolo, se coltivare o meno le patate Ogm.
Ma come sarà la nuova patata? Cosa cambierà? Cambierà la quantità di amido, che sarà maggiore, e in più ci sarà un ‘gene marker’ che ha la capacità di renderla impermeabile e resistente rispetto a due antibiotici di largo consumo.
Il miglioramento riguarda quindi le qualità dell’ortaggio, che si distingue da quello naturale per un gene in più che, a fronte di una piantagione ‘trasversale’ nello stesso terreno di coltura in cui sono presenti anche gli antibiotici, consente all’Ogm di sopravvivere e alla ‘normale’ no.
L’Agenzia europea del farmaco e l’Oms non sono convinti da questa capacità di resistere a Kanamicina e Neomicina, mentre l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare non ci trova niente di male.
Il ministro per la politche agricole Zaia è pronto a promuovere un referendum se saranno riscontrate anomalie o violazioni nella patata Ogm, mentre le associazioni di ambientalisti e consumatori insorgono e il Vaticano auspica che il biotech possa venire utilizzato per “sconfiggere fame e carestie”.


#1 di francesco zaffuto il 3 marzo 2010 - 12:11
Riguardo alla Patata Amflora, della multinazionale Basf servirà per:
- costruire filati più forti,
- per costruire una carta più lucida,
- per fabbricare intonaci più aderenti,
- ed anche per mangime animale.
Molti agricoltori potrebbero essere tentati di dismettere le loro culture destinate a produrre beni per l’alimentazione per avviarsi verso la produzione di questa patata per l’industria. Si viene ad ampliare un fenomeno che già esiste da tempo nel mondo: immensi territori dedicati alla coltivazione di cotone, di colza e di altri prodotti che non sono alimentari. Allora, i nuovi prodotti come la Patata Amflora vanno sicuramente nella direzione della diminuzione della produzione alimentare globale.
Certo, altri prodotti Ogm possono essere indirizzati verso l’incremento della produzione alimentare, ma i brevetti di questi prodotti in mano alle grandi multinazionali determineranno un nuovo assetto degli equilibri produttivi. I guadagni dell’operazione Ogm saranno in capo alle società che hanno depositato il brevetto che cercheranno di spartirli minimamente con gli agricoltori che si presteranno all’operazione.
La diffusione della produzione Ogm creerà concentrazione economica nel settore primario, settore che fino ad oggi si è caratterizzato per la presenza di tanti piccoli produttori.
Già abbiamo assaporato gli effetti della grande concentrazione bancaria in mano a pochi privati, gli effetti sono stati questa crisi economica. Una grande concentrazione della produzione alimentare in poche mani non può farci dormire sonni tranquilli.
francesco zaffuto www lacrisi2009.com